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Sull'acqua
l'uomo ha costruito miti, religioni, civiltà; ha
conquistato territori ed ancora oggi rappresenta
una ricchezza indispensabile per il progresso economico.
Dei diversi impieghi dell'acqua anche quello della
salute e del benessere ha antiche origini: furono
i greci a riconoscere alle acque minerali naturali
diverse virtù terapeutiche ma i romani dettero loro
una credibilità che non avrebbero più perso e di
cui il mondo occidentale conserva preziose testimonianze
storiche.
Anche Michelangelo trovò giovamento nell'uso di
acque minerali naturali per sconfiggere il male
della pietra. Ne è testimonianza una lettera scritta
a suo nipote nel 1549: "… Del mio male io ne sto
assai bene, a rispetto a quel che sono stato. Io
ò beuto circa dua mesi sera e mattina d'una aqqua
d'una fontana che è quaranta miglia presso a Roma
le quale rompe la pietra: e questa à rotto la mia
e fattomene orinar parte. Bisogniamene fare amunizione
in casa e non bere né cucinar con altra, e tenere
altra vita che non soglio", è chiara testimonianza
della sua malattia e del sollievo che egli trasse
bevendo di quell'acqua.
E' solo verso la
fine dell' 800 che nasce l'industria delle
acque minerali naturali, in alcuni Paesi Europei
a forte tradizione termale (come Italia, Francia,
Belgio e Germania), con l'avviamento dell' imbottigliamento
di acque provenienti da sorgenti storiche, famose
per le loro virtù salutari. Nel nostro Paese, i
primi tentativi di commercializzazione di un acqua
minerale naturale si verificarono intorno al 1890,
cui segui' la costruzione dei primi impianti di
imbottigliamento.
Fino alla metà degli
anni '60 si sviluppa cosi' un mercato delle
acque minerali naturali, essenzialmente locale,
ancorato alla connotazione medico-terapeutica, rappresentativo
di una nicchia specialistica del più generale settore
del bere analcoolico, destinato ad un segmento di
consumatori appartenenti alle classi sociali più
agiate.
Dagli anni '70
in poi si è assistito ad un ampliamento del mercato
in questione. Le aziende iniziarono ad adottare
politiche rivolte ad una più ampia fascia di mercato,
anche geografica, per un bene che non doveva più
essere considerato solo come curativo ma che rappresentasse
per il consumatore una vera e propria bevanda dissetante
e di più ampia diffusione. Fondamentale fu l'introduzione
delle bottiglie in plastica in PVC, molto più leggere
di quelle in vetro e con costi minori di trasporto
e distribuzione. Su queste nuove motivazioni di
consumo si innesca lo sviluppo delle acque minerali
naturali in bottiglia e l' apprezzamento da parte
di fasce sempre più ampie di consumatori.
Negli anni '90
l'Italia diventa il primo paese al mondo
nella produzione di acqua minerale naturale. Alla
sua base sta una maggiore tradizione al consumo
ed una sensibilità del consumatore verso un tipo
di alimentazione più sana che ha ulteriormente contribuito
all'espansione dei consumi di acqua minerale naturale,
in modo particolare come prodotto idoneo per tutte
le fasce dì età e per quotidiane occasioni di consumo.
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